Calcoli renali in estate: perché aumentano i rischi e come prevenire

Perché il caldo favorisce i calcoli renali?

In estate, l’elevata sudorazione e la disidratazione portano a un’iperconcentrazione delle urine, rendendole meno fluide e più predisposte alla formazione di cristalli che possono aggregarsi in calcoli renali.
Secondo la Società Italiana di Nefrologia, tra il 6,8% e il 10,1% della popolazione soffre di calcolosi renale, con recidive nel 30‑50% dei casi entro 5–10 anni.
In estate, questi dati peggiorano poiché l’aumento della temperatura intensifica la sudorazione e la concentrazione urinari.

Quali sono i fattori di rischio individuali?

Secondo il dott. Simone Assumma, urologo del Policlinico Gemelli di Roma tra i principali fattori predisponenti troviamo:

  • familiarità genetica;
  • patologie metaboliche o anomalie anatomiche del rene;
  • scarsa idratazione;
  • alimentazione sbilanciata e sovrappeso o obesità

Prevenzione efficace: l’idratazione prima di tutto

Bere abbondantemente è la pietra angolare della prevenzione: in estate si raccomanda un’assunzione di almeno 2 litri al giorno.
Non è solo la quantità a contare, ma anche la qualità delle bevande: sono consigliate acque oligominerali o bicarbonate, mentre succhi di agrumi (come limone) apportano citrato, che inibisce la cristallizzazione del calcio.

4. Alimentazione bilanciata

Una dieta corretta è fondamentale per la prevenzione:

  • Non eliminare il calcio alimentare, perché aiuta a legare gli ossalati nell’intestino e a ridurne l’assorbimento.
  • Ridurre il sodio, in particolare in combinazione con scarsa idratazione può favorire la formazione di calcoli.
  • Limitare proteine animali eccessive (carni rosse, salumi) e alimenti ricchi di ossalati (spinaci, frutta secca, crusca), soprattutto per chi è predisposto.
  • Privilegiare frutta e verdura ricche di acqua e potassio, che supportano l’equilibrio idrico e la salute renale.

Diagnosi preventiva e monitoraggio

Anche in assenza di sintomi, un’ecografia addominale può rilevare calcoli in fase iniziale, permettendo di monitorarli annualmente o decidere eventuali trattamenti.
Per valutazioni più precise su dimensioni e composizione, utile è la TC, specialmente se si pianifica una terapia mirata.

Cosa fare in caso di colica renale in vacanza

Un dolore improvviso al fianco, spesso accompagnato da nausea o irrequietezza, può essere un segnale di colica renale.
Il primo approccio consiste nell’assumere antinfiammatori o analgesici (paracetamolo o FANS), sempre sotto valutazione medica.
Se il dolore persiste o insorgono febbre o complicazioni, è necessario recarsi al Pronto Soccorso.
Bere regolarmente è importante, salvo nei momenti di dolore acuto, quando è consigliabile limitare l’ingestione per evitare l’aggravamento dei sintomi.
Applicare calore (borsa calda o bagni) sulla zona interessata può aiutare a rilassare l’uretere e favorire l’espulsione del calcolo.

In conclusione, l’estate rappresenta formalmente un periodo di maggiore rischio per la formazione dei calcoli renali, a causa del caldo e della disidratazione. Tuttavia, prevenzioni semplici ed efficaci — corretta idratazione, dieta equilibrata, monitoraggio diagnostico — possono ridurre significativamente questo rischio.
E soprattutto: se il dolore colpisce in vacanza, meglio agire tempestivamente, con approccio medico e comportamenti adeguati.

Dr. Simone Assumma

Simone Assumma

Medico chirurgo specialista in urologia, con un particolare interesse per la chirurgia robotica e mininvasiva. In servizio presso l’UOC di Urologia del Policlinico Agostino Gemelli – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.